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Trattenere i talenti è facile, se sai come fare…

Il problema del personale.

Attrarlo,

sceglierlo,

assumerlo,

trattenerlo.

Dibattito più acceso che mai fra albergatori e ristoratori, in queste settimane.

Il contesto

Dati numerici inconfutabili attestano che il momento è certamente molto critico.

Il Rapporto Osservatorio Ristorazione 2023 di RistoratoreTop* riporta dati certi: il 76% dei ristoratori ha perso figure professionali di cucina o di sala.

Il 50% delle imprese ricettive dichiara di avere notevoli difficoltà nel reperire personale qualificato, o per l’assenza di candidature o per la mancanza di punti di accordo tra l’offerta e la domanda di lavoro.

Spesso i candidati rifiutano di lavorare la sera e i festivi o richiedono un impiego senza contratto.

D’altro canto, le remunerazioni previste non risultano adeguate.

Giudizi e pregiudizi sui giovani dipendenti sono tanto consolidati da demotivare il titolare nella sua ricerca di personale.

Il settore alberghiero va dunque perdendo attrattiva per i giovani talenti: ne è prova il fatto che negli ultimi sei anni le scuole professionali alberghiere hanno visto dimezzare il numero dei propri iscritti.

La disillusione diffusa tra i giovani della GenZ verso questo ambito lavorativo comporta anche un ulteriore rischio: che si presentino all’appello candidati privi di qualsiasi preparazione di base, mirando ad un’occupazione temporanea, non qualificata e non veramente motivata.

Bisogna forse cambiare strategia?

Ripartire dalla formazione specializzata è dunque di primaria importanza.

E’ fondamentale comunicare l’esigenza che la scuola alberghiera sia aperta al cambiamento aggiornando le proprie metodologie, i contenuti, gli strumenti formativi.

Ma non basta!!!

Perchè i ragazzi tornino a formarsi in questo settore è necessario che l’imprenditoria provi a reinventarsi, creando situazioni lavorative consone e ‘attraenti’. Ne va della propria attività, della crescita del proprio business.

Lo so…

Intraprendere un cambiamento in un ambito tanto ‘tradizionale’ e limitato in termini di flessibilità oraria, non è cosa semplice.

Ma, allo stato dei fatti, avviarsi al cambiamento appare imprescindibile.

Alcune situazioni richiedono un vero e proprio cambio di mentalità.

Nella mia lunga esperienza professionale, ci sono state volte in cui, nonostante l’impegno e gli sforzi per rendere al meglio delle mie possibilità, non ho ricevuto riconoscimento ed apprezzamento.

Sapevo di poter dare tanto, di potermi far carico di responsabilità e di poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi.

Ma in tali situazioni è molto difficile dare valore alle proprie competenze ed è impossibile crescere.

Adeguarsi a questi ambienti è una minaccia per il benessere psicofisico.

Andarsene risulta spesso l’unica alternativa valida.

citazione lavoro opportunità

E se non vogliamo perdere talenti?

Ci sono molti casi nei quali una figura professionale esterna può essere di grande aiuto.

  • Può contribuire a scorgere opportunità e risorse dove non si vedono che limiti e difficoltà.
  • Può mediare accordi proficui e soddisfacenti per le parti interessate.
  • Può suggerire strategie e pianificazioni che appianino anche le eventuali conflittualità fra esigenze diverse, all’apparenza inconciliabili.
  • Può occuparsi in prima persona della formazione dei collaboratori, liberando tempo prezioso all’imprenditore.

Nel mio ruolo di hospitality strategist conduco osservazioni e programmi di interventi efficaci, mettendo a punto proposte e soluzioni incentrate sul benessere organizzativo.

Ciò è possibile attraverso percorsi di crescita coinvolgenti, motivanti, stimolanti, appaganti.

Il centro focale è la persona. 

Da un lato l’imprenditore, il titolare di una struttura che intende offrire ai suoi ospiti il meglio, ambisce al successo economico, desidera ritrovare un maggiore equilibrio fra lavoro e vita privata. 

Dall’altro il dipendente, che messo nelle condizioni di esprimere al meglio i propri talenti e la propria disponibilità, rende un servizio motivato ed efficace, nella misura in cui possa vedere la prestazione della propria opera adeguatamente retribuita, inserita in un contesto assertivo, ma sereno, avviata ad un percorso snodato tra flessibilità e opportunità di crescita.

Diamo vita al cambiamento.

*fonte: RistoratoreTop

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