Quella volta in cui ho rischiato il tutto per tutto

Wow in Australia? Ma così lontano? Ma.. da sola?? E come è stato?

Ma perché non sei rimasta là?

Queste le reazioni quando racconto di aver vissuto per quasi un anno in Australia.

Solo oggi, a distanza di 10 anni dalla mia partenza, mi rendo conto che l’esperienza di partire da sola “DownUnder” è stata una cosa pazzesca! E se non avessi le foto a testimoniare la mia avventura, potrei quasi pensare che è stato tutto un sogno…

Partire per l’Australia.

Voleva essere il mio riscatto.

Dopo mesi a cercare invano un lavoro, mandare centinaia di curriculum, molti portati a mano, tentando in qualche modo di presentarmi  di persona a possibili datori di lavoro… e non venire mai richiamata.

Volevo lavorare, volevo iniziare la mia esperienza professionale.

Ho sempre creduto che le cose si ottengono con costanza e duro lavoro, ma l’Italia del 2012, in piena crisi, non mi dava nessuna possibilità.

Ero arrabbiata.

Avevo voglia di “sporcarmi le mani”, ma mi sentivo costretta nel mio stato di disoccupazione, tra rifiuti e indifferenza.

Otto mesi così e poi ho ceduto.

Cedere, tutt’altro che un arrendersi.

Trovare una strada alternativa, accettando che quella percorsa in quel momento non mi avrebbe portato da nessuna parte.

E così ho deciso che sarei partita per l’Australia.

No, non sapevo come sarebbe andata. Non avevo nessuna certezza.

Sapevo solo che se non fossi partita, avrei avuto il rimpianto per sempre.

Partire e fallire, tornare a casa prima del previsto… erano possibilità.

Faceva parte del gioco.

E io ero pronta a giocare, a farmi carico di tutti i rischi connessi, a rimettermi in discussione.

Un po’ come trovarsi su un aereo e doversi buttare con il paracadute. (Cosa che poi ho fatto davvero)

Sei a 14.000 ft, sotto: il vuoto. Adrenalina pura, tanta paura, ma non si torna indietro. Ci si può solo lanciare e godersi ogni attimo di quell’insolito percorso cielo – terra.

La verità è che una volta atterrata, avrei voluto risalire subito e ripetere l’esperienza!

L’esperienza in Australia è stata la linea di demarcazione tra un prima e un dopo.

Credo di non esagerare se dico che è stata l’esperienza che mi ha permesso di arrivare ai miei obiettivi professionali, non solo per una questione di “prestigio” agli occhi di chi ha dovuto scegliere per assumermi, ma in particolare per il bagaglio di esperienza, intraprendenza, affidabilità e mindset che mi hanno permesso di affrontare con coraggio ogni sfida.

C’è chi sostiene che il fallimento di per sé non esista e che da ogni esperienza o si ha successo oppure si cresce, imparando qualcosa di nuovo.

Sono d’accordo.

Partire per l’Australia per me significava: trovo un lavoro, perfeziono l’inglese, vado alla ricerca di qualcosa che ancora non so…

Sono sempre stata ambiziosa e negli anni universitari pensavo che avrei raggiunto il successo quando sarei diventata direttore in una struttura di lusso e prestigio.

In Australia non sono diventata manager di niente (e ci mancherebbe, visto che non avevo l’esperienza adatta!). Mi ero appena laureata…

Eppure dal mio lavoro di housekeeper ho imparato moltissimo.

Perché la verità è che s’impara facendo, mettendosi in gioco. Non importa da dove si parte, l’importante è iniziare.

E un’altra verità è che sporcarsi le mani in prima persona aiuta ad essere un manager migliore nel momento in cui ci si ritrova a dover gestire le altre persone. Si entra in sintonia con i collaboratori, è più facile empatizzare perché si è in grado di intercettare i bisogni, di capire le difficoltà (che sono le stesse di quando al loro posto c’ero io).

La vita sulla Gold Coast non è stata facile

Ho cambiato due lavori, ho traslocato sei volte… ero sola e non conoscevo nessuno, non avevo punti di riferimento e dovevo cavarmela in tutto e per tutto con le mie sole forze,  comunicando con una lingua che non è la mia, anche se studiata per tanti anni.

Eppure molte “azioni” sono state semplici:

  • ottenere il visto -> online senza intoppi
  • aprire un conto corrente bancario -> 10 minuti
  • trovare un lavoro (anzi due), licenziarsi dal primo ma ricevere comunque lo stipendio fino all’ultimo giorno di servizio
  • acquistare uno scooter e poi rivenderlo, pratiche di passaggio di proprietà -> 5 minuti
  • Risparmiare buona parte dello stipendio, pur senza rinunciare a godersi la vita!

Molte cose dovremmo imparare dal sistema australiano. Una fra tante? Sabato, domenica e festivi la paga è più alta.

Se la qualità della vita è così buona è proprio perché “the Aussies” anelano a vivere una vita felice e soddisfacente (il Paese è al 5° posto tra tutti gli Stati del mondo. Global Liveability Ranking), proprio rendendo le cose semplici e dando il giusto valore alle persone.

Ma non solo.

La collettività australiana, che nasce da colonie di ex carcerati deportati sull’isola dal vecchio continente, vuole oggi mantenere il più possibile l’ideale di una società equa, dove tutti hanno una possibilità, ma sempre rispettando le regole. Per questo le leggi di immigrazione sono ben chiare e non si fanno eccezioni a nessuno.

L’elemosina per strada è assolutamente vietata.

Vuoi vivere in Australia? Puoi, ma devi riuscire a mantenerti e avere una vita dignitosa.

Un’altra regola su cui sono assolutamente intransigenti è il consumo di alcool. Vietato consumarlo per strada e vietato mettersi alla guida se anche solo leggermente brilli.

Per i miei tragitti casa – lavoro mi spostavo in scooter (sì, la fatica di fare le rotonde al contrario me la ricordo ancora!)

Era il giorno seguente all’Australia Day, che si celebra il 26 gennaio per ricordare lo sbarco della First Fleet nella baia di Sydney del 26 gennaio 1788. È una festa molto sentita e ad essere sinceri, gli Australiani non aspettano altro che poter fare baldoria!

Stavo andando a lavoro. Erano le 8 del mattino, a cavallo del mio scooter bianco, già in divisa, con il logo dell’azienda ben visibile.

Posto di blocco. I poliziotti mi chiedono i documenti e mi fanno un alcool test. Tutto ok, posso andare…

Proseguo qualche chilometro sulla strada per il Seaworld Resort e trovo un altro posto di blocco, con altri poliziotti che mi chiedono i documenti e mi fanno nuovamente un alcool test! A nulla è servito dire che lo avevo già fatto 3 km prima…

La tolleranza zero nei confronti di atti illeciti ha come riflesso l’impegno di tutti nel comportarsi rispettosamente nei confronti dell’ambiente e verso il prossimo.

Filosofia di vita? Keep calm & no worries!

Un giorno, camminavo da sola verso casa, lungo una delle tante vie pedonali che attraversano i parchi cittadini e si estendono lungo la costa. Ero assorta nei miei pensieri… forse con qualche preoccupazione nella mente. Un ragazzo che proveniva dalla parte opposta, passandomi affianco, si ferma giusto il tempo di dirmi:

“Smile! It can’t be so bad!” e se ne va..

Rimango interdetta per un momento e poi sorrido. Sì, non è così grave, troverò una soluzione!

Tutto ciò che ho osservato, imparato e acquisito dalla mia esperienza all’altra parte del mondo, frutta quotidianamente nel mio lavoro.

Scopri di più!

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