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L’ospitalità a casa nostra

Prendi un agriturismo tra le montagne

una vista mozzafiato,

i frutti di un incessante e meticoloso lavoro,

il desiderio delle cose fatte come una volta…

È così che funziona “A Nostro Mizoun” (A casa nostra in Occitano).

Il tempo qui si adegua ai ritmi della montagna.

E se gli ospiti possono rallentare e godere del paesaggio, non si può dire lo stesso per chi è impegnato senza sosta a ridare nuova linfa ad un territorio che, come molti altri, ha subito le conseguenze dello spopolamento.

Oggi l’alta Valle Po rinasce grazie ad una nuova imprenditorialità di giovani, consapevole e impegnata nella tutela del patrimonio ambientale e culturale.

Siamo ad Ostana, nel Parco del Monviso.

Qui l’accoglienza è fatta di piccole realtà ricettive, sorte grazie ai progetti di riutilizzo e ristrutturazione di edifici già esistenti. 

Un vero esempio di rigenerazione sostenibile che rispetta l’anima della montagna.

Il recupero delle antiche abitazioni in pietra e legno è un vero e proprio modello di architettura alpina.

All’agriturismo A Nostro Mizoun l’ospitalità è fatta di cose semplici.

Ma nemmeno qui si può dire che “è come a casa”, perché in realtà è come a casa loro.

La famiglia accoglie i viaggiatori in cerca di avventure o un po’ di relax.

Si occupa dell’allevamento di capre cashmere e alpaca.

Coltiva erbe officinali, che vengono lavorate per fare liquori, come il Genepy, o prodotti per l’igiene personale.

Il tutto sapientemente valorizzato.

Due esempi:

  • nelle camere si trovano dispenser con sapone alla lavanda, raccolta ed essiccata da loro e trasformata in detergente da un laboratorio locale;
  • è possibile prenotare capi d’abbigliamento di lana pregiata direttamente in struttura.

L’offerta gastronomica, neanche a dirlo, è contraddistinta da prodotti locali a km0 e segue la stagionalità.

Niente buffet, niente à la carte.

Solo scelte che evitano gli sprechi, permettono un sapiente controllo degli approvvigionamenti e si inseriscono bene nel contesto casalingo.

È il constante e incessante scambio di valore, tra le aziende locali e tra turismo e territorio, che rende questo posto così speciale.

“Noi abbiamo sempre puntato ad un turismo di élite culturale.” Afferma il vicesindaco Giacomo Lombardo.

Io credo che qui siano già OLTRE…

Oltre il dibattito sulla sostenibilità.

Oltre l’omologazione turistica.

Oltre l’economia consumistica.

Questo territorio cresce giorno dopo giorno grazie “alla testardaggine, la fierezza, la capacità di sognare dei pochi che sono rimasti a viverci, per invertire la rotta, resistere allo spopolamento e trovare validi motivi di esistenza senza dover aspettare i villeggianti estivi.” Da borghipiubelliditalia.it

E poi i villeggianti arrivano e contribuiscono alla ricchezza e allo sviluppo, in un circolo virtuoso senza fine.

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