, ,

Non di solo profitto vive l’albergatore

🎵 l’estate sta finendo…

Autunno.

Tempo del riposo. Tempo della messe dei campi. Tempo di raccolta.

Tempo di bilanci.

Come è andata la stagione? Quali frutti ha maturato?

Anche per l’imprenditoria alberghiera è tempo di respiro.

Un attimo prezioso in cui guardarsi alle spalle e riflettere sulla stagione che va a concludersi…

🎵 e un anno se ne va….

E’ cresciuta la mia azienda? Quali profitti ha maturato? Gli incassi sono stati soddisfacenti? Quanto hanno inciso le spese?

Quanto io, titolare o manager, ho davvero chiari e precisi tutti i dati della mia attività?

🎵 sto diventando grande…..

Quale incremento di valore ho ottenuto con il mio lavoro, le mie fatiche, i miei grattacapi? Forse un incremento c’è stato, effettivamente.

Ma non mi va che sia solo incremento monetario, se poi le perdite sono da imputare a risorse fondamentali di altra natura…

🤔… che cosa mi sono perso…?

Forse non denaro. 

Forse qualcosa che ha valore quanto e più del denaro…

E forse dovremmo soffermarci un attimo a riconsiderare il concetto di valore.

Forse dovremmo capire cosa intendiamo, quando parliamo di economia di valore.

Parliamo di creazione di valore economico e dell’etica dell’impresa che lo produce da quando le crisi finanziarie degli ultimi vent’anni hanno messo in evidenza che i super-profitti ottenuti dagli azionisti e dai banchieri che li rappresentano sono la causa del problema del divario sempre maggiore tra chi guadagna e chi crea effettivamente il valore.

(Le retribuzioni dei livelli più alti all’interno di un’azienda sono oggi 300 volte maggiori rispetto a quelle dei livelli inferiori).

Il che spiega anche il crollo nella fiducia dei cittadini verso le istituzioni economiche e finanziarie.

🎵    Mi han detto che per tenere alti i consumi

         È necessario far morire i fiumi … (Jovanotti)🎵

Se il concetto di valore etico dell’economia entrasse nella pratica quotidiana dell’impresa come criterio e standard di misurazione per valutare le performance economiche e superasse il concetto di mero profitto monetario, sarebbe l’intero sistema economico, sociale e ambientale a trarne beneficio.

Un modo alternativo per salvare il pianeta, visto che abbiamo fondato le civiltà di oggi sull’economia e sulle leggi di mercato.

Leggi e usanze di cui dovremmo urgentemente rivedere e modificare molte regole…

Questo concetto di impresa porterà a ridefinire l’Uomo Economico “come un essere morale e razionale, con un ruolo sociale ben definito e riconosciuto e non come un semplice manipolatore di risorse” (Griffiths e Lucas).

Si tratta di un tema oggi assai dibattuto: il valore etico del fare impresa.

Certo occorre una sensibilità particolare per i temi della sostenibilità, dell’equità, della solidarietà, dell’ecologia, della lungimiranza..

Non possiamo pensare di farla franca ancora per molto.

Evitare il confronto con questi temi si rivelerà un boomerang, ritorcendosi su noi stessi, sul nostro business, sul nostro futuro prossimo.

🎵  Il commercio è uno strumento di libertà

      Ma nel rispetto dei diritti e della dignità

      della diversità e dell’ambiente (Jovanotti)

Scrive Michil Costa: “L’Economia del Bene Comune è un’alternativa concreta al nostro sistema economico ormai obsoleto. Dobbiamo porci le domande giuste: come stanno i nostri collaboratori? Qual è il mio contributo al bene comune? Qual è il mio contributo al futuro di Madre Terra?”

Non va inoltre dimenticato che il pubblico è sempre più sensibile al tema della sostenibilità intesa come possibilità di godere, anche sul lungo termine, di risorse, di bellezza, di giustizia.

Lo sfruttamento sconsiderato, lo spreco, l’incenerimento del buono e del bello non piace più a nessuno, se non a chi persegue il mero interesse economico, per se stesso.

Per tutti questi motivi è giunto il tempo di riconsiderare a tutto tondo il valore del nostro fare impresa.

Non può più essere il solo creare profitto, il solo crescere in termini economici.

Questa è una consapevolezza che si sta affermando in tutto il mondo produttivo.

E ancor di più nel mondo del turismo e della ricettività, dove l’impatto ambientale, e spesso anche sociale, è elevatissimo, e dove lo scopo encomiabile che ci prefiggiamo è quello di creare accoglienza e benessere per le persone.

Occorre vivere e lavorare con maggior responsabilità.

E se per Respons-abilità intendiamo la capacità di fornire risposte, la responsabilità sociale diventa la capacità delle imprese, e delle organizzazioni in genere, di fornire risposte alle istanze della società, o per essere più precisi dei portatori d’interesse. 

Ed è l’etica che conferisce senso alla responsabilità, costituendone il fondamento ultimo.

Se l’etica è definita come la scienza della condotta, l’etica nell’impresa è “l’applicazione di principi, valori, orientamenti volti a illuminare e guidare – in termini di buono e di giusto – la vita e l’operare degli uomini e quindi degli imprenditori e dei manager” (Caselli, 2020).

Il concetto di valore si espande, si precisa, si amplia: da un’accezione unicamente economica, si allarga fino a considerare l’impatto sociale ed ambientale che l’impresa stessa è in grado di produrre sulla comunità, sul territorio e sulla società più in generale.

🎵 allora forza venite gente che le speranze non si sono spente (Jovanotti)

L’impresa, esattamente come i singoli cittadini, assume diritti e doveri verso la collettività.

Dall’ambiente umano circostante, infatti, l’impresa trae risorse, competenze, beni e servizi comuni.

Risulta pertanto doveroso per l’azienda stessa assumere l’obbligo “morale” di diventare fattore di sviluppo economico e sociale, nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse, a difesa degli interessi delle generazioni presenti e future. 

Emancipiamoci, dunque.

Facciamo nostri questi concetti che trovano sempre più spazio, non solo in documenti politico-istituzionali o accademici, ma anche nelle parole di imprenditori e manager.

Il bilancio della stagione trascorsa è positivo? Non lo è? … In quali termini?

Approfittiamo di questo momento dell’anno per riflettere.

Non andiamo avanti così.

Andiamo oltre.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *